L'albero amico

 

Albero amicoEra un magnifico albero.
Svettava maestoso tra le anse del Tergola, lo potevi vedere 500 metri prima di arrivargli vicino, lì sull'argine del piccolo canale, che dominava le campagne circostanti.
Avrà avuto oltre cento anni, chissà quanta gente avrà visto passare, contadini al lavoro, animali abbeverarsi e cercare riparo, stagioni alternarsi a stagioni.
Mi piaceva vederlo in lontananza dopo aver svoltato la curva dell'argine al di là del tunnel dell'autostrada, la distanza giusta per lasciarsi indietro ogni traccia di civiltà, nessuna casa attorno, solo natura e pace.
Un giorno ho scelto questo luogo per rilassarmi: mi sono sdraiato all'ombra dell'albero, guardavo i raggi del sole tra i suoi rami, respiravo l'aria pulita, la natura e la pace.

All'ombra del mio albero


L'ultima volta che sono passato di qui, ho visto che non stava bene: un parte dei suoi rami presentavano poche e striminzite foglie, il resto era rigoglioso come sempre, ma che brutta ferita presentava sul lato verso il canale!
Oggi volevo passare di là anche per vedere se l'albero si fosse ripreso. Ho girato la solita curva ed ho cominciato a pensare di essermi sbagliato, che l'albero fosse più avanti, ma, mano a mano che mi avvicinavo, la triste realtà si è fatta evidente: lui non c'era più.

Non c'è più

Sembra incredibile che un albero, così rigoglioso e forte fino a poco tempo fa, abbia lasciato di sè ora solamente un basso ceppo (quasi come un ceppo commemorativo), rovinato e mangiato da formiche e funghi.

Se n'é andato, non potrà più fare ombra e dare ristoro. Non potrò più salutare, passando di lì, il mio immobile e fedele amico... tra tanti alberi, proprio lui, così alto e forte.

Quello che resta 

 

 

 

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