Spillek, Verena e Campolongo

Forte CampolongoVisita a due importanti forti dell'altopiano di Asiago, Forte Verena e Campolongo, 30 Km e 1200 metri di dislivello. Questo il bottino di una bella giornata di bici in compagnia di Paolo con la sua e-bike.

La salita al Verena è lunga e dalle pendenze costanti, ad eccezione di circa mezzo chilometro dopo la Malga Verena dove ho dovuto aumentare di qualche dente per superare due rampe con terreno più sconnesso. Ma per larghi tratti la strada sale dolcemente e i metri di dislivello aumentano senza eccessive fatiche.

La visita ad alcuni "waypoint" è anche una scusa per tirare il fiato: il buco della neve (dopo il ponte del Martin), Malga Verena, le casermette.Buco della neve
E poi ecco lo spettacolo dei tornanti finali prima del forte: tornante a sinistra = vista sulla val d'Assa con il Portule e Malga Larici; tornante a destra = vista sull'altopiano con Roana e Camporovere. Veramente uno spettacolo.

Scappiamo via dal Forte sotto la minaccia di scure nubi e tuoni in avvicinamento. Sarà la foga di iniziare la discesa (sulle piste da sci), ma subito mi gioco il jolly con un volo sul terreno sconnesso e ultraripido; volo per fortuna telefonato e smorzato con un piede già a terra... niente di rotto e si può riprende, con più prudenza, fino al Rifugio Verenetta, inizio degli impianti di risalita, dove si prosegue in discesa su asfalto fino al bivio per Malga Campolongo.
I tuoni ci sono sempre attorno, ma per ora non piove e poco dopo si gira a sinistra su sterrato per riprendere la salita verso il secondo forte della giornata: il forte Campolongo.
La salita è leggermente più ripida, ma sono meno di 200 metri di dislivello, tutta nel bosco, c'è un bel fresco, l'aria un po' umida, ma si pedala bene.

Panorama dal Campolongo
La visita al forte inizialmente è oscurata da nubi basse che non consentono nemmeno di vedere oltre il parapetto. Poi in cinque minuti, magicamente, le nubi si diradano e si svela un panorama sconfinato, dirupi da vertigine. Sotto di noi la Valdastico, profonda e lontana.

Riprendiamo la via del ritorno, ad un bivio teniamo la destra proseguendo in discesa fino allo Spiazzo Garibaldi. Peccato che il maltempo tolga qualcosa alla contemplazione del paesaggio.
Dallo spiazzo giriamo a sinistra su asfalto in salita, poi, ad un bivio, a destra su sterrato ben compatto. E' l'ultimo sforzo in salita fino ad arrivare al valico del monte Erio. Ora non resta che godersi la discesa nel bosco fino al laghetto Spillek. Dato che ormai la pioggia comincia a scendere più forte, evitiamo un'ultima deviazione nel bosco e ripercorriamo la forestale percorsa all'andata.

Per la traccia di questo bellissimo itinerario, vi rimando alla pagina del sito Asiago.it: LINK

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna