Monte Grande e Terre bianche con la LUPA


Con la Lupa sul Monte GrandeQuesto giro l'ho già fatto e riproposto più volte in questo sito, ma la giornata merita di essere ricordata per un bel pezzo.

E' stato infatti il battesimo del fuoco per la mia nuova bici, costruita da me, dopo aver visto centinaia di tutorial in internet e pensato e ripensato alle componenti che più mi piacevano (e che potevo permettermi).

Alla fine ne è uscita lei: la mia LUPA... chiamata così perché è il sopranome delle donne che ho amato nella mia vita. Un po' l'ho voluta dedicare a loro, un po' per scaramanzia, ma anche un po' perché la bici è per me una "donna" da amare che mi ricambia con gioie ed emozioni, sogni e desideri.

Come banco di prova ho pensato bene di scegliere una salita abbastanza difficile, lunga, pedalabile, ma con punti che in passato mi avevano creato qualche problema, nonché piede a terra causa impuntamento ruota, pulsazioni elevate, etc.

Con questa 29 pollici, solo front, in carbonio, volevo provare se effettivamente, in una salita da XC, la fatica fosse stata minore e se le ruotone avessero effettivamente spianato sassi e ostacoli vari.

Il test è stato più che positivo!! E' vero che all'inizio dello sterrato mi sono fermato per fare un po' di foto ricordo, ma da lì in avanti non mi sono più fermato e sono arrivato in cima al Monte Grande senza distruggermi e con le pulsazioni pienamente sotto controllo (il cuore batteva più per la gioia che per pompare ossigeno ai muscoli!).

Il cambio andava che era una meraviglia ed i freni sono risultati anche troppo potenti, soprattutto il posteriore (e pensare che ho dovuto tagliare anche il tubo per accorciarlo, ma non c'è stata la minima perdita di potenza, anzi!).

In sella la posizione mi è sembrata un po' troppo eretta, forse dovrò abbassare il manubrio di un centimetro (ho tenuto apposta il cannotto lungo per le regolazioni dopo la prova sul campo). Ma quale soddisfazione nel sentire che giunto in cima al Monte Grande non avevo il minimo mal di schiena, nonostante il solito zaino?!

Logo LupaIn discesa non ho scelto passaggi spericolati, ho evitato il Vietnam perché non volevo rischiare di rovinarla subito con qualche "grattone", almeno non prima di farla vedere ad amici e parenti...

Così, ridisceso dalle Fiorine per l'asfalto di Monte della Madonna, dopo Teolo sono andato per le Terre Bianche, risalendo per la cementata fino a Castelnuovo. Anche qui rampe belle dure, sono stato anche passato da qualcuno, ma non mi sono per nulla offeso in quanto mi stavo godendo lo spettacolo dei colli e le sensazioni stupende che la Lupa mi stava regalando.

Finalmente, dopo Castelnuovo, l'ho provata giù in discesa per i single track molto variegati che attraversano le Terre Bianche. Ovviamente sono rimasto prudente, anche se a tratti l'ho lasciata andare... certo il posteriore non rimane incollato al terreno e sui punti troppo sconnessi scarta un pochettino, ma essendo una front penso sia normale. In compenso la ruota anteriore con la forcella Fox è come fosse su un binario: la direzionabilità/stabilità del manubrio è fantastica e sono sicuro che appena ci avrò preso mano le soddisfazioni saranno enormi.

Del resto l'ho pensata così perché metto sempre al primo posto, più che le discese a bomba, la possibilità di riuscire a fare sempre in sella le salite più lunghe e ripide.

Le premesse sono state ottime.

Sono tornato a casa incredulo di quello che ero riuscito a costruire con le mie mani ed ora intravedo già una primavera/estate ricca di avventure indimenticabili con la mia LUPA!

 

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