24-03-2017 La mia Transeuganea

Transeuganea

45 chilometri, oltre 1.600 metri di dislivello, 5 ore e mezza di pedalata in movimento, marmellatine ed Enervit vari... un piatto di bigoli, insalata e birretta!

Questi i numeri e gli annessi e connessi della Transeuganea come la intendo io, ovvero impresa sportiva, sì, ma senza ammazzarsi, con la voglia di attraversare i Colli Euganei da parte a parte, salire e scendere per strade, sterrate e single track dei più vari, dai più tranquilli (Lorenzoni, Brecale e Terre Bianche) ai più ostici (Vietnam e Atestino). 

Tanta fatica, ma che soddisfazione portare a termine questi giri. E con un attento dosaggio di energie e ristori nei punti giusti si può fare anche alla mia età.

Partito da Bresseo, mi avvio alla scalata del Monte Grande con i suoi tornanti che sembrano non finire mai ("ma questo non era l'ultimo? ancora!!").

Sceso alle Fiorine, c'è pronto ad attendermi il difficile Vietnam, un nome una garanzia. Sarà che sono ancora tiepido, ma lo affronto con molta prudenza e, ciò nonostante, mi impunto pure su una bella pietra. Monito sufficiente per scegliere, al bivio, la versione soft, lasciando quella hard agli amanti del down hill.

Dopo Teolo si vaga per le Terre Bianche, con alcune rampe in cemento niente male. Passato Castelnuovo si prosegue in salita per il Monte Venda, secondo GPM di giornata. Raggiunto l'inizio della strada militare, si gira a sinistra per il Lorenzoni, uno dei più bei sentieri da discesa, scorrevole e pendente il giusto. Finito il Lorenzoni, si attacca subito la discesa lungo il Brecale. Tanta roba!

Peccato che il divertimento finisca presto. Ora c'è la Roubaix da fare, al contrario, in salita, fino alla chiesetta di via S. Lucia. Dopo poco, provo una deviazione sui sentieri del Monte Rusta: bella scoperta per arrivare sul Fasolo ancora più stanchi.

Guadagno l'inizio del sentiero Atestino sul Monte Ventolone e mi calo giù fino a Valsanzibio con prudenza.

Risalita per i 7 Guadi (che ormai conosco come le mie tasche e non lo sento quasi più come una salita) e, in cima, valuto se continuare su asfalto o tentare il "dente del diavolo"... ma sì, togliamoci pure questo dente! tanto dopo c'è la Trattoria da Oci ad attendermi per un meritato ristoro a base di insalatina fresca e bigoli al ragù d'anatra.

Così rifocillato, riprendo con più vigore e mi concedo anche la variante del Monte Peraro, sempre divertentissimo con i suoi tornatini nel sottobosco.

E poi su di nuovo, verso il Roccolo, ultima fatica di questa Transeuganea.

Dopo di ché non resta che tuffarsi per le discese stranote di Baiamonti e Terre Bianche, dove far scorrere la Lupa e impazzire di felicità.

Giornata da incorniciare... merita un video per farmi luccicare gli occhi ogni volta che avrò voglia di riguardarlo.

 

 

 

 

 

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